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La vuvuzela nostrana
Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Carmine De Vita
Ho letto con la solita attenzione l’ultimo scritto del sig. Locane che ha trovato ospitalità su questo ed altri siti locali, sicuro di trovarci temi aspetti e spunti di riflessione degni di essere presi in considerazione nel lungo cammino che ho intrapreso insieme al sindaco e che mi vede oggi parte attiva in questa amministrazione.
Eppure, anche rileggendolo, non ho trovato nulla di ciò che mi aspettavo, solo un fastidioso “rumore di fondo” che nemmeno le divertenti citazioni, portate a sostegno di un filo logico inconsistente nelle premesse, sono riuscite a coprire o quantomeno mitigare.
Ora, chi conosce come me il sig. Locane attraverso i suoi scritti e alcune conversazioni telefoniche non può che condividere il nobile scopo delle sue critiche a chi amministra il suo paesello, che vorrebbe migliore di quello che ha lasciato tanti anni fa e nel quale sicuramente non ha riconosciuto la propria origine all’indomani dello scioglimento del consiglio comunale per presunte infiltrazioni mafiose. E sottolineo presunte in quanto personalmente ho sempre ritenuto, ed il tempo sta confermando questa impressione, che si è voluto con tale atto punire un’intera popolazione per teorici sbagli di qualcuno che col consiglio e Parghelia aveva ben poco a che fare.
Però tale impegno non si sottrae a qualche dubbio: intanto sappiamo che Gorizia è geograficamente un po’ lontana da noi, pertanto tutto ciò che il nostro amico avverte circa la presunta condizione politica di Parghelia, questa grande confusione amministrativa che gli ispira titoli biblici non so proprio da quale fonte gli viene riportata, infatti mai come oggi ruoli, compiti, decisioni sono chiaramente delineati e con altrettanta nettezza associati univocamente ad un soggetto o organo comunale. A partire dal municipio, all’interno del quale oggi è possibile trovare ben quattro capi-servizio, responsabili dell’ufficio che dirigono e del cui funzionamento devono dar conto all’ottimo segretario, nel rispetto delle linee guida impartite dall’amministrazione votata dai cittadini.
Non è affatto vero che è aumentato il distacco del popolo con la politica locale, anzi mai come in questo momento la gente, riconoscendo in noi un interlocutore disponibile ed affidabile, ci viene a trovare in municipio come a casa, ci ferma per strada o nei locali pubblici per chiedere, proporre, consigliare, sollecitare, certi di trovare persone pronte ad ascoltare e valutare qualsiasi richiesta, più o meno legittima, con pazienza e cortesia.
Quanto ai bunkers ed alle nomenklature ritengo siano termini ridicoli se riferiti ad un movimento politico locale nato da pochi mesi senza sede, senza soldi, senza centri di potere e di interesse da tutelare.
Interessante poi, quanto inutile, il richiamo al contenuto dei programmi elettorali relativi alla partecipazione popolare al governo del Comune, infatti ben lo conosce sia chi l’ha scritto sia chi lo ha votato. E la domanda che a corollario viene esplicitamente posta ha una risposta chiara almeno quanto la domanda stessa: ascoltando le persone, mettendoci tutti a loro disposizione pronti ed attenti alle loro esigenze. Ha avuto per caso difficoltà Lei, da così lontano, a contattarci? Ha trovato cortesia e disponibilità o la scritta sul bunker “torno subito”? Ed in quale favola ha mai visto i suoi e concittadini calabresi che si pongono domanda in modo riservato e silenzioso, soprattutto quando ritengono di aver subito un torto o leso qualche diritto? E non aggiungo altro, anche per soddisfare la richiesta di una risposta anche forte ma non offensiva.
La novità, il cambiamento, il taglio con un passato del quale faceva parte anche il Suo silenzio assordante, il rapporto di fiducia ritrovato tra amministrazione e cittadini lo si può sentire solo passeggiando serenamente per le vie di Parghelia, parlando con la gente, “vivendo” il paesello, non guardandolo da lontano col cannocchiale, magari mentre un vicino bontempone le agita davanti un T-rex che salta come un delfino!
Per tranquillizzare tutti quelli che la pensano come Lei, dico in conclusione che non ci siamo rassegnati al peggio, e l’abbiamo dimostrato entrando a gamba tesa, decisi e vincenti sullo scenario politico, né tantomeno ci illudiamo sul meglio visto che quel meglio lo stiamo giorno per giorno trasformando in realtà. E pazienza se non rientriamo nei canoni del “buon democratico” tracciati dal Bobbio, come direbbe Guccini, noi abbiamo “da fare cose più serie, costruire su macerie, o mantenerci vivi…”
Tanti cari saluti.
Carmine De Vita 14/07/2010 Email