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Postille di Andrea Locane
Annotazioni in margine a un delirio
Mentre scorrevo le righe della farneticante lettera pubblicata tre giorni fa su questo sito e a me indirizzata, ho avuto la netta sensazione di vivere in un mondo dove gli insensati sono in costante e preoccupante aumento e l′idea di questa crescita dell′insensatezza mi ha allarmato e preoccupato. Ma poi ho pensato: chi mi dice che sia veramente così? Chi mi dice che l′insensato non sia proprio io? Sono, in ogni caso, rimasto allibito, incredulo e sconcertato! Tant′è che, per un po′, sono stato dell′idea di non prendere in alcuna considerazione l′accaduto, valutando anche il fatto che è un periodo, questo, in cui i miei impegni nel sociale, e anche in politica, sono numerosi e gravosi. Ma poi ho cambiato parere e sono arrivato alla conclusione che, in ogni caso, valeva la pena di cogliere l′occasione per ribadire le ragioni per le quali ho ritenuto di partecipare alla politica del mio paese, dalla lontanissima mia "bella città del Nord", attraverso la pubblicazione di alcune mie riflessioni sul sito "parghelia85". E′ presto detto: l′ho deciso quando, alle elezioni amministrative del 2009, la vittoria è andata a una lista di "giovani" volenterosi e di estrazione "proletaria", come me, non contaminati da nessun legame con i partiti e con il vecchio modo di fare politica. Proprio allora mi è sembrato di vedere all′orizzonte della politica pargheliese uno sprazzo di luce e di speranza, per una svolta e un cambiamento non più rinviabili ed ho cominciato a scrivere e a fare analisi della politica locale, nell′illusione di essere in qualche modo utile e non perché abbia mai pensato di essere un "portatore di grandi verità" o un "paladino di giustizia".
C′è un altro motivo, poi, che mi ha indotto a non lasciare senza alcuna replica la lettera in questione, che è costituito dal fatto che devo pure abbozzare una sia pur minima autodifesa difronte a delle accuse scriteriate e incoerenti o quantomeno avventate e incaute, provenienti da una persona sconosciuta e che certamente non mi conosce.
Comincio col dire che la lettera in questione non ha un solo punto attinente e pertinente ai temi che, oramai da due anni, indico ai politici e all′opinione pubblica di Parghelia come prioritari e pregiudiziali rispetto ad altri altrettanto importanti. Nella medesima lettera, infatti, tutto si risolve in un attacco personale forsennato, violento, dissennato, condito con un sarcasmo superficiale e grezzo e non vengono, neppure minimamente, sfiorati i temi dell′ambiente e della legalità, per i quali mi sto battendo con pervicacia da tanto tempo, né viene considerata l′eventualità di un pubblico dibattito e di un approfondimento di essi.
Non assolvo né giustifico, ma comprendo la reazione abnorme e sopra le righe contenuta nella lettera, che è tipica di noi calabresi quando riteniamo di non essere capiti e di essere oggetto di opinioni errate. Ma, per inquadrare correttamente e nella giusta prospettiva le note che io scrivo su questo giornale online, non per essere "finalmente protagonista", ma per dare una mano, nell′unico modo possibile, al mio paese d′origine - in questo senso sollecitato e incoraggiato, un tempo, anche dal presidente del Consiglio comunale pargheliese -, è opportuno partire da alcuni punti fermi e da alcuni dati concreti. Non c′è chi non veda che a Parghelia l′ambiente e, in particolare, il territorio, già di per sé fragile dal punto di vista idrogeologico, stiano subendo da troppo tempo continue e sconsiderate aggressioni, alla pari delle regole della convivenza cittadina. E la cosa grave è che non si riesca a capire, da parte della gente e dei politici, che queste sono le vere emergenze in cui Parghelia si avvita da sempre e la cui mancata soluzione rende impossibile affrontare le altre urgenze. Possibile che nessuno riesca a comprendere che questi problemi sono i "grandi rimossi" del discorso politico e della coscienza della comunità pargheliese? In tale comportamento omissivo dell′opinione pubblica e della classe politica vedo una specie di dimissione collettiva dalle responsabilità civili e istituzionali, non del tutto dissimile dall′atteggiamento di chi assiste ad una aggressione e lascia la vittima alle prese con i suoi aggressori tirando dritto per la sua strada. Nel nostro caso ad essere aggrediti sono dei beni collettivi e dei diritti fondamentali, quali l′ambiente, la qualità della vita dei cittadini e la convivenza civile con le sue regole. Spesso con atti intimidatori gravissimi.
Pertanto, è facile intuire e capire, partendo da quanto scritto sopra, che non sono io, con le mie analisi e considerazioni, a far apparire drammatico lo stato delle cose, ma è l′attuale realtà di Parghelia che è oggettivamente drammatica e preoccupante.
Per ragioni di spazio, non posso, inoltre, confutare tutti i punti della lettera e il mare di accuse, di cui sono oggetto. Ma alcuni elementi autobiografici devo scriverli, a mia...difesa. Ed allora, mi tocca ripetere, contro le insinuazioni più ridicole, che, a parte una breve simpatia per il PRI di Ugo La Malfa, ho sempre fatto riferimento alla sinistra ed attualmente al Partito democratico. Mi onoro di inserire, tra l′altro, nel mio curriculum politico una militanza, come iscritto e dirigente, durata quasi quarant′anni, in un sindacato di nome CGIL. Altro che "bel fazzolettino verde in vista", magari nel taschino della giacca! Altra cosa da chiarire è che non c′è stata alcuna "scelta" alla base del mio spostamento al Nord,che, in ogni caso, non è stato determinato dal fatto che "al Sud regnava l′ignoranza e il malaffare" e che per questo "le brave persone non restano al Sud" o da altre simili sciocchezze. Otello Profazio, artista folk calabrese, cantava "a noi calabresi ci piace viaggiare" ed io, preso da questa... smania, ho fatto un pubblico concorso e mi sono ritrovato lontano, che più lontano non si può, dalla mia terra e dagli affetti più cari, con grande amarezza e profondo dolore. Quindi, non sono andato via, abbandonando la lotta "per fare emergere" la mia regione. Voglio bene alla Calabria e desidererei che fosse diversa e da qui il mio impegno "giornalistico". Vi torno spesso e vi tornerò ancora, nonostante i pesanti attacchi personali scagliati irragionevolmente contro la mia persona dal giorno in cui ho avuto la bella idea di fare un sogno e di scommettere su un gruppo di giovani, che sono arrivati alla guida del Comune due anni fa e verso i quali non ho mai usato l′"accanimento", che mi si attribuisce. E la mia scommessa vale ancora, con tutte le riserve e le cautele che l′esperienza mi suggerisce.
Andrea Locane
Archiviato il 11/02/2012 in politica. Fonte: Postille.
Postille
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