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29/10/06 |
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Turismo, la ricetta di Pungitore |
Vittoria Saccà | il Quotidiano |
Parghelia.
Intervista al presidente del Consorzio per la promozione e sviluppo
Turismo, la ricetta di Pungitore: migliorare i servizi
all'utenza
«Noi, penalizzati dalla distanza dalle zone ricche
d'Europa»
Abbiamo chiesto di fare, per noi, alcune riflessioni sulla situazione del
turismo in Calabria e nel nostro territorio, a Girolamo Pungitore,
presidente, già dal 2003, del consorzio intercomunale per la promozione e
lo sviluppo della costa tirrenica. Al consorzio fanno parte i comuni di
Tropea, Parghelia, Ricadi, Ioppolo, Nicotera, Briatico, Spilinga, Drapia,
Zambrone, Zaccanopoli. Paesi che vivono prettamente di turismo e che hanno
la necessità di sviluppare un discorso comune al fine di poter offrire al
turista un ampio panorama che non sia fatto solo di sole e mare ma anche
di collina, montagna, storia e tradizioni varie.
Perché nel nostro Meridione, e principalmente in Calabria, lo sviluppo
dell'economia turistica è in ritardo rispetto alle zone del nord?
«Per prima cosa vi è la lontananza dalle zone più ricche d'Europa. E'
evidente anche che tra gli svantaggi delle regioni meridionali, a fianco
della cattiva rete stradale e della maggiore distanza culturale dei paesi
di origine dei turisti, va aggiunta una posizione geografica più
periferica: non si passava dal Sud o dalla Calabria, si doveva scegliere
di visitare questi luoghi. In realtà nei secoli scorsi, fino a quando il
turismo restò un fenomeno di elite, ciò rese difficile la scoperta e la
successiva valorizzazione delle nostre località. Solo nel XX secolo e
precisamente negli anni 60 e 70 qualcuno maturò il desiderio di spingersi
oltre Roma e pubblicizzare in maniera adeguata i nostri luoghi, e nel
breve volgere di 30/40 anni alcune località della Sardegna, della Puglia,
della Calabria e della Sicilia riuscirono a diventare una meta di primo
piano del turismo internazionale, citiamo Taormina, Capri, Positano e la
stessa Tropea».
Secondo la sua visione, cosa si dovrebbe fare perché in Calabria
l'economia turistica raggiunga il massimo del suo sviluppo?
"Bisogna fare in modo che il territorio si compatti, si renda più
accessibile e più vicino perché, se vogliamo far decollare veramente
l'industria del turismo, con una ricaduta di immagine positiva per tutta
la Calabria e con una fonte di occupazione meno precaria, dobbiamo
costruire fin da subito una metropolitana leggera che dall'aeroporto di
Lamezia Terme arrivi al porto di Gioia Tauro; bisogna riscoprire la via
del mare con una politica seria di una portualità che renda agevole e
sicuro il ricovero di imbarcazioni ed il trasporto via mare da un luogo
all'altro. E' altrettanto necessario e urgente collegare bene i centri
costieri, le località collinari e della montagna per agevoli spostamenti
facendo conoscere nella sua pienezza e nel suo splendore tutto il nostro
patrimonio paesaggistico, ambientale, storico, artistico, archeologico ed
enogastronomico. E non si può non parlare dell'autostrada SA-RC che, oltre
ad essere un eterno cantiere, è fortemente pericolosa. Sembra che l'Italia
finisca alla Caserta-Roma, lasciandosi dietro l'abbandono e il
sottosviluppo per proseguire verso il Brennero dove oltre la terza corsia
c'è la quarta corsia di emergenza. Mi auguro che il Mezzogiorno e la
Calabria siano veramente figli prediletti di questo governo con la dovuta
attenzione che queste popolazioni meritano».
Prendendo in esame la Costa degli Dei, quali sono le sue riflessioni
sull'effettivo stato di sviluppo turistico?
«Qui abbiamo un tipo di utenza caratterizzato dalla presenza di lavoratori
dipendenti e giovani studenti che tendono a concentrare le ferie e le
vacanze nel periodo di alta stagione prevalentemente durante i mesi di
luglio e di agosto. La concentrazione della vacanza in questi mesi, non
stimola l'offerta all'apertura prolungata degli esercizi ricettivi che,
anzi, restano chiusi per molti mesi all'anno, scoraggiando la potenziale
domanda di bassa stagione e creando così una sotto utilizzazione delle
strutture esistenti. Però, le presenze giovanili, i ceti a reddito più
alto e persone istruite che tendono a differenziarsi nei comportamenti e
nei gusti, sollevano richieste nuove per ciò che riguarda la cultura. La
qualificazione dell'offerta turistica dovrebbe tenere conto
dell'opportunità di valorizzare e far conoscere il patrimonio culturale,
artistico, storico, paesaggistico e ambientale di tutta la regione,
organizzando itinerari, percorsi, mostre ed eventi di eccellenza».
Cosa bisogna fare per rilanciare un'offerta competitiva e di qualità?
«Bisogna profondere ogni sforzo con ogni mezzo per migliorare i servizi
che sono carenti, quali la pulizia del territorio e dei centri abitati, i
trasporti e la viabilità, i servizi per il tempo libero e la cultura, una
seria politica sul controllo dei prezzi, approvvigionamento idrico, un
controllo severo sulla depurazione delle acque, un servizio più efficiente
riguardo la raccolta e lo smaltimento degli Rsu compresa la raccolta
differenziata. In questo grosso sforzo le istituzioni periferiche non
possono essere lasciate sole; né tanto meno è riuscito a dare risposte
tanto efficaci e puntuali, nonostante tutta la buona volontà e l'impegno,
il Commissario per l'Emergenza Ambientale, penso proprio che sia giunta
l'ora di porre fine a questa emergenza e trasferire il compito della
gestione di tali servizi direttamente ai Comuni che in forma associata
sicuramente riusciranno a dare delle risposte più di qualità e sicuramente
con costi molto competitivi. Il vero problema dell'area di Tropea, poi,
non è solo quello della bassa stagione, ma è anche quello di dare maggiore
personalità, maggiore specificità, più carattere all'intera zona che da
Pizzo va a Nicotera. Affinché l'area Tropea/Capo Vaticano possa occupare
un posto di rispetto e di piena visibilità nella gamma delle destinazioni
turistiche italiane, è necessario che l'intera zona abbia un nome
spendibile come immagine e come punto di riferimento. E' quanto meno
opportuno aprire una discussione sulle opportunità e le prospettive che i
comuni di questa costiera potrebbero avere se incominciano a ragionare in
termini reali e concreti di associazionismo, partendo dalle esperienze già
sperimentate quale il consorzio della costa tirrenica, l' Stl, i Pit. Solo
così si possono dare veramente risposte a tutti i problemi fin qui
elencati e creare prospettive di produttività e di sviluppo che possano
rilanciare l'intera zona, compresi i paesi dell'entroterra, in una
dimensione superiore che sappia valorizzare sempre di più le identità
locali in una prospettiva territoriale, nazionale ed internazionale».
In concreto, cosa si è fatto e cosa si sta facendo per dare un forte
avvio allo sviluppo turistico nelle nostre zone?
«Nell'area geografica di riferimento, sono da tempo in atto processi di
concertazione fra amministrazioni locali, privati imprenditori turistici e
associazioni al fine di rafforzare l'idea strategica di sviluppo turistico
sistemico e integrato dell'area sia con riferimento all'offerta, sia in
relazione alla riduzione del divario di presenze turistiche tra le aree
costiere e quelle interne; tali processi si sono attivati in occasione
della strutturazione dell'idea strategica del PIT 18 Monteporo, attraverso
la predisposizione da parte del Consorzio Turistico Costa degli Dei di un
programma articolato di investimenti da sottoporre a cofinanziamento
attraverso contratto di programma/contratto investimento. A tal proposito
è stato organizzato dalla Regione Calabria e dal Consorzio Intercomunale
il 1° Workshop sulle politiche locali per il Turismo, con la
partecipazione dell'Assessore Beniamino Donnici e il dirigente del Settore
Promozione Turistica Regione Calabria Dott. Pasquale Anastasi».
Cosa ha rappresentato il workshop, per l'intero territorio?
«Ha rappresentato 1'avvio delle fasi di concertazione necessaria sul
territorio, tra i soggetti istituzionali e gli attori locali privati al
fine di definire le modalità di integrazione di tutti gli attori locali e
territoriali per definire le forme e gli impegni tra le parti per la
costruzione del Sistema Turistico Locale».
A quali risultati si è pervenuti?
«Nell'ambito di queste iniziative ad oggi abbiamo come risultato
l'attivazione della misura POR 4.3 con cui la Regione Calabria sostiene la
promozione e la fruizione dell'offerta turistica regionale attraverso un
insieme integrato di interventi finalizzati ad accrescere l'immagine e la
riconoscibilità del prodotto Calabria nell'opinione pubblica e tra i
potenziali clienti. E' l'intervento "Promozione turistica e
commercializzazione area Pit 18».
Cosa prevede tale intervento?
«Prevede attività di marketing d'area quali ideazione logo e marchio
d'area che siano immagine di riconoscimento per il territorio in modo
unitario, pur rispettando le specificità delle varie aree che insieme lo
costituiscono. Prevede produzione di materiale promo-pubblicitario
cartaceo e in video con relativa diffusione, realizzazione di workshop
internazionale, partecipazione a fiere. Previste anche l'organizzazione e
la realizzazione di eventi che siano in grado di aumentare il livello
percettivo della qualità della vacanza, integrando l'offerta delle arti,
dello spettacolo e della cultura, così come la realizzazione della
segnaletica tematica d'area collegata alla promozione unitaria del
territorio con l'obiettivo precipuo di realizzare un sistema informativo,
di comunicazione e di promozione sul turismo dell'area».
Vittoria Saccà
domenica 29 ottobre 2006,