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10/11/06 |
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'Ndrangheta, blitz nel Vibonese |
la Repubblica |
VIBO VALENTIA -
Magistrati, un ex assessore, avvocati e anche un giudice. E alcune cause
"da sistemare". Vanta nomi eccellenti il blitz che la Polizia ha
effettuato nel Vibonese. Tra gli arrestati (16 persone) c'è anche un
magistrato del tribunale di Vibo Valentia, Patrizia Serena Pasquin,
presidente di sezione e due magistrati che collaboravano con lei. Nel
complesso le persone indagate sono 33. "Sono state captate intercettazioni
in cui con estrema disinvoltura gli interlocutori parlano di cause 'da
sistemare'", dicono i pm.
Il giudice coinvolto. Le accuse alla Pasquin farebbero riferimento al
periodo in cui presiedeva la sezione misure di prevenzione del Tribunale
di Vibo Valentia. L'inchiesta avrebbe come oggetto anche fatti riguardanti
la realizzazione di alcuni insediamenti turistici nel Vibonese, e in
particolare a Tropea e Parghelia. Alla Pasquin vengono contestati i reati
di corruzione semplice, corruzione in atti giudiziari, falso, truffa e
abuso. Reati che sarebbero stati commessi in favore di persone vicine alla
cosca Mancuso che ha interessi in molte attività economiche e commerciali.
Secondo i pm il giudice avrebbe compiuto "un sistematico mercimonio della
funzione pubblica attuando in modo capillare il principio del 'do ut des'"
e non avrebbe esitato "ad attivare tutti i possibili canali di
informazione" per avere notizie utili sulle indagini corso, "mediante
accessi abusivi al registro informatico della Procura di Vibo Valenzia".
Ed ancora il giudice avrebbe prodotto documenti falsi per far ottenere
finanziamenti illeciti ai boss.
Per sviare i sospetti il giudice avrebbe utilizzato utenze telefoniche
intestate alla sua collaboratrice domestica. La Pasquin usava queste
utenze telefoniche in particolare per le telefonate con Antonio Ventura,
persona ritenuta vicina al clan Mancuso, noto come "Tappo". Dalle
conversazioni intercettate si riscontra "l'esistenza di un consolidato,
duraturo e permanente rapporto corruttivo, finalizzato a risolvere la
procedura concorsuale da cui Ventura era gravato e numerose altre vicende
giudiziarie".
Il nome di Patrizia Pasquin era già comparso in alcune intercettazioni
dell'inchiesta Dinasty, condotta dalla Procura antimafia di Catanzaro
contro la cosca Mancuso. In particolare, il giudice era stato citato come
persona "contattabile" in un colloquio tra Diego Mancuso, capo della
cosca, e il nipote Domenico in relazione ad un sequestro di beni eseguito
contro appartenenti al gruppo criminale.
Gli altri arresti. Tra gli arrestati ci sono anche esponenti del clan
Mancuso di Limbadi, la cosca che ha il "predominio incontrastato" della
provincia di Vibo Valentia. In manette anche due avvocati ai quali vengono
contestati la corruzione e la corruzione in atti giudiziari, reati
commessi in concorso col giudice Pasquin. Insieme alla Pasquin sono stati
portati in carcere altri tre arrestati: Settimia Castagna, di 49 anni,
imprenditrice nel settore della floricoltura e turistico, Achille Sganga
(44), geometra dell' ufficio tecnico del Comune di Parghelia ed Antonio
Ventura (61), imprenditore commerciale indicato dagli investigatori come
vicino alla cosca Mancuso.
Nei guai anche ex assessore della Regione Calabria, Ernesto Funaro, di 66
anni, accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato e falso.
venerdì 10 novembre 2006,
la Repubblica