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11/11/06 |
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In cella Patrizia Pasquin... |
Ezio De Domenico |
Il Tempo |
In
cella Patrizia Pasquin, di Vibo Valentia: aveva rapporti con la mala per
ottenere «favori» personali
VIBO VALENTIA — Una complessa trama di rapporti corruttivi, per ottenere
favori «importanti» in relazione ai suoi interessi nel settore turistico, ma
anche, incredibilmente, regali consistenti in prodotti alimentari come pesce e
formaggio: sono le accuse contestate a Patrizia Pasquin, 52 anni, presidente
della sezione civile del Tribunale di Vibo Valentia, arrestata con altre 12
persone nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Procura antimafia di
Salerno, competente sui procedimenti riguardanti i magistrati del Distretto di
Corte d'appello di Catanzaro. Vibo Valentia, città da sempre crocevia di
importanti interessi mafiosi, si ritrova ancora una volta al centro di una
vicenda di corruzione dopo i fatti che in passato hanno riguardato altri
settori pubblici della città. Con protagonista, anche questa volta, la cosca
Mancuso, la più importante e attiva della 'ndrangheta. Il sospetto, da sempre
adombrato, che il gruppo fondato molti anni fa da Francesco Mancuso, detto
«Ciccio», fosse riuscito ad ampliare la sua influenza anche sugli ambienti
giudiziari, ha trovato conferma con l'operazione di ieri mattina in cui è
rimasta coinvolto forse il magistrato più noto della città. Patrizia Pasquin,
in magistratura dal 1980, dopo il periodo di uditorato svolto a Catanzaro, ha
sempre fatto il magistrato a Vibo Valentia e della città conosce tutto e
tutti, con una serie di relazioni e cointeressenze che, evidentemente, hanno
oltrepassato quel limite consentito a un magistrato e che esercita le sue
funzioni, peraltro, in un ambiente ad alta densità mafiosa. Nel provvedimento
restrittivo, emesso su richiesta del procuratore di Salerno, Luigi Apicella, e
dei sostituti Mariella De Masellis e Domenica Gambardella, figura un capo
d'imputazione anche a carico dei giudici della sezione civile del Tribunale di
Vibo Valentia Michele Sirgiovanni e Francesca Romano. Sirgiovanni e Romano
sono indagati in quanto componenti del collegio del Tribunale civile di Vibo
Valentia, presieduto da Patrizia Pasquin, che adottò un provvedimento ritenuto
dall'accusa di favore nell'ambito della procedura fallimentare che riguardava
il commerciante Antonio Ventura, che è uno degli arrestati e della figlia
Maria Rosaria. Nei confronti dei giudici Sirgiovanni e Romano viene ipotizzato
il reato di abuso d'ufficio. Gli indagati dell'inchiesta sono,
complessivamente, 45, tra i quali avvocati, imprenditori, commercianti e
funzionari della Regione e del Comune di Parghelia, il centro del vibonese nel
quale si sarebbero concentrati gli interessi turistici del giudice Pasquin.
Una sorta di «comitato d'affari» che avrebbe ruotato proprio attorno al
giudice Pasquin, accusata di essere stata l'ispiratrice dell'intera vicenda.
Tra i 45 indagati il cui elenco compare nella prima delle 360 pagine di cui si
compone l'ordinanza di custodia cautelare c'è anche l'ex presidente della
Regione Calabria Giuseppe Chiaravalloti, della Casa delle libertà, in carica
fino allo scorso anno. Secondo i pm Chiaravalloti e Pasquin «ponevano
reciprocamente le pubbliche funzioni esercitate al servizio dei loro personali
interessi, così violando i doveri di probità, imparzialità ed indipendenza
tipici delle rispettive funzioni». In particolare Chiaravalloti, secondo
l'ipotesi accusatoria, sarebbe intervenuto per il buon esito della richiesta
di ammissione al finanziamento per la realizzazione a Parghelia del Melograno
Village. Secondo il gip, però, «le risultanze a carico di Chiaravalloti
esaminate non offrono la visione di grave quadro indiziario, così come
sostenuto dall'accusa».
Ezio De Domenico
sabato 11 novembre 2006,
il Tempo