11/11/06

 

I finanziamenti per un villaggio nelle tasche della cosca

Antonio Manzo

il Mattino

 
 

 

I finanziamenti per un villaggio nelle tasche della cosca


In prima fila c’è Settimia Castagna, imparentata con un uomo di spicco del clan Mancuso. Dietro, come socia occulta, secondo la procura antimafia di Salerno, c’è lei, Patrizia Pasquin, il giudice finito in manette. Una sola sigla, Melograno Village srl, per un solo grande affare: un finanziamento a fondo perduto di circa cinque milioni di euro per costruire l’albergo e il residence con case da fittare in estate. Soldi che sarebbero stati ottenuti con contratti simulati di acquisti delle proprietà e un falso permesso di costruzione rilasciato dal comune di Parghelia per ottenere un’anticipazione del finanziamento, pari a 980mila euro. Al centro dell’affare c’è Antonino Castagna cugino di Settimia, ma anche uomo che sta «spalla a spalla» con ’zi Ntonio, Antonio Mancuso, esponente di una delle più forti e potenti cosche calabresi presente nel nord, in mezza Europa e in Sud America. È proprio dall’indagine Dinasty dell’ottobre 2003 che nasce la costola investigativa che porta in carcere il giudice Pasquin. «Il magistrato - spiega il procuratore Luigi Apicella, coordinatore della Dda salernitana - era interessato al reale scopo della società attraverso il figlio, formalmente socio che si trova a Torino». Le intercettazioni telefoniche hanno inchiodato il giudice: avrebbe utilizzato utenze telefoniche intestate alla sua collaboratrice domestica per le comunicazioni più riservate. Come quando chiama Antonio Ventura, il «tappo», così è noto nella malavita calabrese. Viene egualmente intercettata, così come viene scoperta nei «costanti accessi abusivi al registro informatico della procura di Vibo Valentia», come scrivono i magistrati. Tutto comincia nel settembre di due anni fa quando alla Regione Calabria arriva la richiesta di finanziamento del complesso turistico di Parghelia. La firma è di Settimia Castagna, il progetto è il Melograno Village srl. «Gli artefici principali del progetto truffaldino - dice il capo della Dda salernitana, Apicella - sono Settimia Castagna e la socia occulta Patrizia Pasquin». La richiesta di finanziamento è di 4 milioni e 787mila euro. Ma c’è la possibilità di incassare l’anticipazione del venti per cento sul finanziamento. E allora c’è da dimostrare che esiste già la concessione edilizia mai rilasciata dal comune di Parghelia. Ma il falso serve a ottenere l’anticipazione del finanziamento: 948mila euro. Di questo danaro 720mila euro finiscono sui conti della «Antonino Castagna srl», la società del cugino di Settimia ma soprattutto uomo «spalla a spalla» con Antonio Mancuso, suo padrino. I conti bancari ora sono all’esame degli uomini della Finanza di Salerno, guidati dal colonnello Liberati e della sezione di pg del vice questore Tedesco. Proprio l’esame dei conti - secondo gli investigatori - potrebbe far emergere altri inquietanti profili corruttivi di una vicenda nella quale il giudice Patrizia Pasquin si muoveva effettuando un «sistematico mercimonio della funzione pubblica».

 

Antonio Manzo,

sabato 11 novembre 2006,

il Mattino