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11/11/06 |
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«Assueffata ai criminali per creare un villaggio» |
Il Tempo |
Le accuse della procura di Salerno
«Assuefatta ai criminali
per creare un villaggio»
VIBO VALENTIA — Era un giudice «assuefatto alle strutture criminali», Patrizia
Pasquin, arrestata nell'ambito dell'operazione chiamata «Dinasty 2 do ut des»
contro la cosca dei Mancuso. A tracciare il quadro dei rapporti tra il giudice
e gli esponenti della cosca Mancuso sono i magistrati della procura antimafia
di Salerno che hanno emesso i provvedimenti restrittivi e secondo i quali la
volontà della Pasquin era di «trarne benefici personali». Il nome di Patrizia
Pasquin, arrestata per il reato di corruzione in atti giudiziari, era già
comparso in alcune intercettazioni dell'inchiesta Dinasty, compiuta nel 2003
dalla procura antimafia di Catanzaro contro la cosca Mancuso. In particolare,
il giudice era stato citato come persona «contattabile» in un colloquio tra
Diego Mancuso, capo della cosca, e il nipote Domenico in relazione a un
sequestro di beni eseguito contro appartenenti al gruppo criminale. Le accuse
contestate a Pasquin, infatti, farebbero riferimento al periodo in cui il
giudice presiedeva la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Vibo
Valentia. Per la procura di Salerno la Pasquin avrebbe attuato un «sistematico
mercimonio della funzione pubblica e veniva attuato in modo capillare il
principio del 'do ut des'». Dall'inchiesta è emersa una «complessa trama di
rapporti corruttivi ordita dallo stesso giudice nel corso degli anni e avente
come unico comune denominatore l'asservimento della funzione giurisdizionale a
interessi particolari». In sostanza il giudice Pasquin, sempre secondo la
procura era diventato un «vero e proprio punto di riferimento all'interno del
Tribunale di Vibo Valentia, delineandosi una rete di complicità e collusione
anche con esponenti delle istituzioni e dell'avvocatura». Tra i benefici
personali che il giudice Pasquin avrebbe tratto dai presunti rapporti con il
clan Mancuso ci sarebbe in particolare la realizzazione di una struttura
turistica a Parghelia. Il figlio del giudice, infatti, è socio di una società,
la Melograno Village Srl, che si occupa della realizzazione della struttura.
Per i magistrati di Salerno Pasquin sarebbe in realtà la socia occulta della
stessa impresa e la persona effettivamente interessata alla realizzazione del
villaggio, considerando che il figlio possa essere una sorta di prestanome,
anche perché è residente a Torino. Pasquin, secondo i pm, che «consigliava, si
preoccupava - sostengono i magistrati - compulsava pubblici amministratori e
faceva pressioni alla stregua di uno spregiudicato imprenditore interessato a
una cosa propria». Patrizia Pasquin è in magistratura dal maggio 1980 ed è
stata nominata dal Csm magistrato di Corte d'appello dal '94, Patrizia Pasquin
è diventata presidente di sezione dal luglio 1995. Dal dicembre 2000 è stata
nominata magistrato di Cassazione. Nella sua carriera Patrizia Pasquin si è
occupata sia di civile sia di penale.
sabato 11 novembre 2006,
il Tempo