11/11/06

 

Blitz in tribunale, arrestati giudici e politici

Antonio Manzo

il Mattino

 
 

Blitz in tribunale, arrestati giudici e politici

ANTONIO MANZO Salerno. Un magistrato che avrebbe reso favori a uno dei più potenti clan della ’ndrangheta calabrese, quello dei Mancuso di Limbadi e socia occulta in un villaggio turistico a Parghelia, affare d’interesse della cosca di Vibo. Un gruppo di politici e imprenditori che avrebbero fatto affari, sempre con il magistrato al centro, e percepito finanziamenti per costruire il Melograno Village ma anche per ottenere clemenza negli atti giudiziari, a partire da procedure fallimentari e sequestro di beni della ’ndrangheta. Per la procura antimafia di Salerno, il classico «do ut des» come significativamente è stata denominata la seconda fase dell’operazione Dinasty, l’inchiesta che ha portato all’arresto di 13 persone, 45 indagati, tre misure interdettive con ordinanza di custodia cautelare del gip Emma Conforti. Fino a tarda ora hanno lavorato gli uomini della squadra mobile di Vibo Valentia, diretti dal vice questore Rodolfo Ruberti (elogiato pubblicamente dalla Dda di Salerno), con il coordinamento dello Sco (Servizio centrale operativo della polizia diretto dal prefetto Nicola Cavaliere) e la sezione di pg della procura e della finanza di Salerno. In carcere è finita Patrizia Pasquin, 52 anni, presidente della sezione civile del tribunale di Vibo Valentia. Per lei l’accusa di associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, truffa in danno dello Stato. Indagati anche altri due magistrati (concorso in corruzione): Michele Sirgiovanni e Francesca Romano. Sono finiti in manette, anche Settimia Castagna, imprenditrice, cugina di Antonino, legato al clan Mancuso e uomo fidatissimo di Antonio Mancuso; Achille Sganga, geometra dell’ufficio tecnico di Parghelia e Antonio Ventura imprenditore. Agli arresti domiciliari Pierina Penna, commerciante e moglie di Antonio Ventura, detto «tappo», l’uomo di collegamento tra il clan Mancuso e il magistrato arrestato; Salvatore Valensise, soprannominato «sigaretta», nipote del boss Giuseppe Mancuso; Fortunato Polito, imprenditore e floricoltore; Michele Accoriniti, avvocato, consigliere comunale a Parghelia; Antonino Castagna, imprenditore del settore siderurgico; Alberto Sganga, costruttore edile; Giulio Sganga, architetto; Maria Francesca Tulino, architetto, ed Ernesto Funaro, ingegnere. Le misure interdittive, con sospensione dalle funzioni pubbliche, sono state emesse nei confronti di Vincenzo Galizia, ingegnere capo dell’ufficio tecnico di Parghelia e Guglielmo Grillo, funzionario della Regione Calabria. Misura interdittiva anche per Filippo Accoriniti, ex giudice onorario, indagato per corruzione e falso in concorso col giudice Pasquin. Tra gli indagati anche l’ex governatore della Calabria, Giuseppe Chiaravalloti: avrebbe «spinto» la richiesta di ammissione al finanziamento del complesso turistico. Ma sull’ex presidente il gip Conforti scrive: «Non c’è un grave quadro indiziario». Secondo i suoi colleghi salernitani il giudice Patrizia Pasquin «faceva pressioni alla stregua di uno spregiudicato imprenditore interessato a una cosa propria». Ma di mezzo c’erano i Mancuso, quelli del clan mafioso di Limbadi, con i loro parenti negli affari del giudice. L’auto della polizia con a bordo il giudice Pasquin varca la soglia del carcere di Fuorni poco dopo le sette della sera. È l’ultima immagine della prima giornata dell’operazione Dinasty 2 dei magistrati della procura di Salerno, Mariella De Masellis e Mimma Gambardella. Dice il procuratore di Salerno, Luigi Apicella: «Le gravi collusioni del giudice Pasquin costituiscono il risultato della simbiosi tra l’uso spregiudicato e addirittura la manipolazione delle funzioni, con metodi e comportanmenti che denunciano l’assuefazione alle strutture criminali di chi è deputato a contrastarlo». Perché, secondo l’accusa, il giudice si avvaleva anche di una rete di avvocati, indagati, i quali redigevano le istanze per i provvedimenti-comodi.

 

Antonio Manzo

sabato 11 novembre 2006,

la Repubblica