|
12/11/06 |
|
Truffe e favori intorno al villaggio delle cosche |
Rocco Valenti |
La Stampa |
I SIGILLI DELLA
POLIZIA NEL CANTIERE CHE LA DONNA CONSIDERAVA COSA PROPRIA
Truffe e favori
intorno al villaggio delle cosche
I costruttori erano privi di permessi
Ma
avevano ottenuto fondi dalla Regione
Ieri mattina gli uomini della Squadra mobile di Vibo Valentia hanno apposto i
sigilli al cantiere del villaggio turistico di Parghelia. E’ la struttura nella
quale avrebbe avuto un interesse diretto Patrizia Pasquin, la presidente di
sezione del Tribunale di Vibo arrestata venerdì mattina nell’ambito di
un’inchiesta su una serie di episodi di corruzione, abuso e truffa di cui si
sarebbe resa responsabile insieme ad avvocati, professionisti, amministratori e
persone considerate appartenenti o vicine alla cosca Mancuso. Il sequestro del
cantiere è stato disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale
di Salerno, all’indomani dell’esecuzione di una decina di ordinanze di custodia
cautelare (quattro in carcere, le altre ai domiciliari) contro Pasquin e parte
dei quasi 50 indagati nell’inchiesta, nata da una costola di un’indagine
antimafia (dopo i riferimenti al giudice emersi in una conversazione tra
indagati per mafia intercettata da una microspia) e alimentata, tra l’altro, da
quasi centomila intercettazioni. I soci occulti[/N_TITA]
Proprio la vicenda dell’insediamento turistico, promosso dalla «Melograno
Village Srl» - società della quale il giudice Pasquin, secondo i magistrati di
Salerno, è socio occulto - è quella che, per gli inquirenti, denota «particolare
allarme sociale», ancor più dei procedimenti giudiziari aggiustati in cambio di
regali e altri vantaggi. La società, nella quale figurano come soci Settimia
Castagna, anche lei arrestata, e il figlio della Pasquin sarebbe stata
costituita per ottenere un finanziamento a fondo perduto in conto capitale di 4
milioni e 784 euro, stipulando contratti simulati di acquisto della proprietà.
Peraltro, sulla base di un falso permesso di costruire, «mai rilasciato dal
Comune di Parghelia», la società ha chiesto e già ottenuto dalla Regione un
anticipo del finanziamento, pari al 20 per cento, e cioè poco meno di 950 mila
euro. Complice dell’operazione, per la cessione simulata della proprietà dei
terreni, sarebbe stato un parente di Castagna, considerato vicino alla cosca
Mancuso, al quale sarebbe stata poi trasferita buona parte della prima tranche
di finanziamento pubblico incassata. La truffa
[/N_TITA]Dell’ipotizzata truffa ai danni dello Stato, sempre secondo le accuse
della Dda di Salerno, principali artefici sono Settimia Castagna e la socia
occulta Patrizia Pasquin. Non ci sono dubbi, rilevano gli inquirenti, sul ruolo
effettivamente svolto nell’affare dal giudice finito in manette, considerato che
il figlio, socio apparente, si trovava a Torino per studiare, mentre Patrizia
Pasquin in innumerevoli conversazioni consigliava, si preoccupava, compulsava
pubblici amministratori, faceva pressioni alla stregua di uno spregiudicato
imprenditore interessato ad una cosa propria.
Rocco Valenti
domenica 12 novembre 2006,
la Stampa