13/11/06

 

«Pasquin favorì le cosche»

re.sa.

il Mattino

 
 

«Pasquin favorì le cosche per costruire il residence»

Salerno. La procura Antimafia non molla l’inchiesta sugli affari di Vibo Valentia passati attraverso lo studio di un magistrato e le scrivanie di tecnici e politici. Proprio oggi la procura depositerà l’impugnazione dell’ordinanza di custodia cautelare: i pm Antimafia chiedono l’applicazione dell’aggravante prevista dall’articolo 7 per il riconoscimento del concorso esterno in associazione mafiosa al magistrato Patrizia Pasquin. Una escalation accusatoria che era già contenuta nella ponderosa richiesta di custodia cautelare avanzata dalla procura antimafia: 3500 pagine firmate dai pm De Masellis e Gambardella, controfirmata dal procuratore capo e coordinatore della Dda salernitana, Luigi Apicella. La procura aveva chiesto ben 35 arresti (ne sono stati accordati sedici, di cui pochi in carcere, a partire dal magistrato) e sempre per la Pasquin l’aggravante del metodo mafioso. Il gip non ha accolto la richiesta. Di qui, l’iniziativa supplemantere della procura. Dalle carte dell’inchiesta emergono nuovi particolari. Come quello della fulminea approvazione del progetto Melograno Village. Tutto in una sola giornata, la delibera del consiglio comunale e qualche ora dopo il permesso di costruire il villaggio sulla costa di Parghelia. Tutto in poche ore, come un fulmine che torna a saettare nelle carte dell’inchiesta che ha portato in carcere Patrizia Pasquin, giudice di Vibo Valentia: l’approvazione del piano di lottizzazione convenzionata per il villaggio turistico il Melograno nel consiglio comunale del pomeriggio, il rilascio del permesso a costruire, pur non avendo la società la materiale disponibilità del terreno, in tarda serata. Tutto in poche ore. In cambio di che? Una Porsche al tecnico e l’aggiustamento di una causa civile, nelle mani della Pasquin, del suocero del tecnico. I pm De Masellis e Gambardella hanno trascorso la giornata a rileggere il lungo e drammatico interrogatorio di garanzia reso sabato dal magistrato nel carcere di Salerno. «Ora toccherà anche a noi - dice l’avvocato Agostino De Caro, difensore della Pasquin - studiare le correlazioni tra i fatti descritti e le ipotesi di reato contestate al magistrato. Certo ci sono valanghe di intercettazioni ma bisognerà avere i riscontri tra le disponibilità manifestate dal giudice e l’esito degli atti processuali». Intanto sono stati notificati altri quindici avvisi di garanzia, tra cui quello al sindaco di Parghelia.

 

re.sa.,

domenica 12 novembre 2006,

il Mattino