|
22/11/06 |
|
Politica e massoneria, intrigo sul Melograno |
Nicola Lopreiato | Gazzetta del Sud |
Terremoto giudiziario L'imprenditrice Settimia Castagna parla al telefono
e svela che al Comune di Parghelia si preparava una crisi
Politica e massoneria, intrigo sul Melograno
Dalle intercettazioni anche inutili tentativi per arrivare al procuratore
Laudonio
Ultimati gli interrogatori di garanzia da parte del gip, i magistrati della
Procura distrettuale antimafia di Salerno hanno impresso una forte accelerata
all'inchiesta Dinasty 2. Da due giorni, infatti, è in atto una raffica di
interrogatori da parte dei pm e degli agenti della squadra Mobile, che agiscono
sotto il coordinamento del dirigente Rodolfo Ruperti. Ieri sono stati sentiti
alcuni avvocati e dipendenti del Tribunale. Non solo indagati ma anche persone
informate sui fatti.
Obiettivo degli investigatori è quello di fare luce su altri filoni aperti nel
corso dell'inchiesta che ha visto al centro delle indagini una complessa trama
di rapporti corruttivi che sarebbe stata ordita dal giudice Patrizia Pasquin,
presidente della sezione civile del Tribunale. Funzionali al suo progetto anche
imprenditori, avvocati, politici, e liberi professionisti nei confronti dei
quali i magistrati della Distrettuale hanno chiesto e ottenuto dal gip misure
restrittive.
E mentre gli interrogatori investigativi vanno avanti a ritmo serrato,
dall'inchiesta, che ha provocato una vera e propria bufera giudiziaria, emergono
ulteriori particolari. In primo piano sempre le intercettazioni telefoniche. Ed
è proprio da un colloquio tra Settimia Castagna e Teresa Callà che emergono
altri particolari. Quest'ultima "incalzata" dalla Castagna dice che in Italia
esistono tantissime logge massoniche, ma che a Vibo ce ne sono 4 o 5,
indipendenti l'una dall'altra, «la più grossa e la più potente è quella con
avvocati e magistrati e un ingegnere di cui non ricordo il cognome...». Ed a
proposito di massoneria l'amica di Settimia Castagna aggiunge che alla Procura
di Catanzaro c'è «un altro massone di m... e che il sindaco di prima era
massone».
Altra conversazione che è entrata a far parte dell'inchiesta riguarda la
conversazione tra Settimia Castagna e la sorella Mirella. L'imprenditrice
racconta di un acceso diverbio tra il sindaco di Parghelia e il geometra
dell'ufficio tecnico Achille Sganga per la realizzazione di un parcheggio. A tal
proposito Settimia Castagna (e siamo ad un intercettazione del 4 marzo dello
scorso anno) annunciava che avrebbe cominciato a lavorare per fare cadere
l'amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Calzona. La stessa aggiungeva nel
corso del colloquio che il giudice Pasquin si stava attivando con l'avvocato
Michele Accorinti a farlo passare nella Margherita. Un'operazione politica di
questo tipo, secondo quanto ipotizzava la Castagna, sarebbe stata utile per fare
saltare la coalizione e fare cadere il sindaco. Al punto che l'imprenditrice
così commentava, riferendosi all'amministrazione comunale di Parghelia: «Ora i
giochi diplomatici sono terminati, si entra in guerra» Settimia, infatti,
temendo delle ripercussioni sui lavori che dovevano iniziare per la
realizzazione del complesso turistico Melograno Village che doveva sorgere sul
litorale di Parghelia. Il complesso, infatti, dovrebbe essere realizzato entro
il 2007, se entro questo termine non dovesse essere realizzato la società
dovrebbe pagare una penale del 10% sull'importo ammesso a finanziamento. Da qui
una serie di timori, primo fra tutti una ipotetica inchiesta della Procura della
Repubblica di Vibo Valentia sul Melograno Village e la smania di avvicinare il
procuratore Alfredo Laudonio tramite un certo Rocco. Avvicinamento che viene in
più occasioni sconsigliato alla Castagna perché avrebbe potuto sortire l'effetto
contrario.
Settimia, da quanto emerge dalle indagini, in un colloquio con tale Rachele
diceva di essere a conoscenza delle indagini della Procura di Salerno nei
confronti della Pasquin ma era convinta che si trattava di indagini scaturite
dalle denunce dell'avvocato Francesco Tassone dall'accanimento della Massoneria
nei confronti del giudice.
Nicola Lopreiato,
mercoledì 22 novembre 2006,