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29/12/06 |
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Insediata la commissione d'accesso |
Eduardo Meligrana | il Quotidiano |
Dopo
"Dinasty 2", al Comune su disposizione del prefetto Vincenzo Greco
Insediata la Commissione d'accesso
Attraverso gli atti dovrà accertare eventuali
infiltrazioni mafiose
PARGHELIA - Disposto l'accesso antimafia nell'amministrazione comunale di
Parghelia per verificare eventuali infiltrazioni della criminalità organizzata.
Lo ha reso noto il Prefetto di Vibo Valentia, Vincenzo Greco, a margine del
convegno per la presentazione della sede vibonese dell'associazione antimafia
"Libera".
La Commissione antimafia di accesso agli atti, insediatasi ieri, è composta da
Giovanni Cirillo, che la presiede, da Domenico Crupi, entrambi funzionari del
Ministero dell'Interno, da Lucia Muscari, commissario della Polizia di Stato, da
Domenico Spadaro, tenente dell'Arma dei Carabinieri e da Vincenzo Bovi, tenente
della Guardia di Finanza. La Commissione di accesso, nel termine di 90 giorni,
dovrà passare al setaccio l'attività amministrativa comunale. Il Comune di
Parghelia è amministrato, dal 2003, da una compagine di centro sinistra, guidata
dal sindaco Ds, Vincenzo Calzona, destinatario di un avviso di garanzia,
nell'ambito dell'inchiesta "Dinasty 2 - Do ut Des", relativa, fra l'altro, alla
costruzione di un complesso turistico che doveva sorgere proprio a Parghelia.
L'indagine ha portato al clamoroso arresto del magistrato Patrizia Pasquin, ex
presidente della sezione civile del Tribunale di Vibo Valentia, socio occulto,
secondo l'accusa, del costruendo villaggio, nonché al coinvolgimento, a vario
titolo, di esponenti politici locali e di tecnici comunali. Il procedimento di
accesso viene avviato dal Prefetto della provincia con una relazione che tiene
anche conto di elementi eventualmente acquisiti con i poteri delegati dal
Ministro dell'Interno e dagli organi preposti al coordinamento della lotta alla
delinquenza mafiosa al fine di acquisire dati, documenti e notizie. Nell'ipotesi
in cui, a seguito degli accertamenti, emergano elementi su collegamenti diretti
o indiretti con la criminalità organizzata o su forme di condizionamento che
compromettano la libera determinazione degli organi elettivi e il buon andamento
dell'amministrazione comunale, nonché il regolare funzionamento dei servizi
ovvero che risultino tali da arrecare grave e perdurante pregiudizio per lo
stato della sicurezza pubblica, il Consiglio comunale viene sciolto. Lo
scioglimento del Consiglio comunale comporta la cessazione dalla carica di
consigliere, di assessore e di sindaco. Il potere di sciogliere gli organi
elettivi, quali un Consiglio comunale, si configura come misura finalizzata a
far fronte all'emergenza straordinaria di sottrarre la comunità locale
all'influenza della criminalità organizzata. Il decreto di scioglimento è
emanato dal Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell'Interno,
previa deliberazione del Consiglio dei Ministri ed è pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale. Il provvedimento conserva i suoi effetti per un periodo da 12 a 18
mesi, prorogabili, in casi eccezionali, fino ad un massimo di 24 mesi. Con il
decreto viene nominata una Commissione per la gestione dell'Ente comunale, i cui
componenti sono scelti tra funzionari dello Stato e tra magistrati della
giurisdizione ordinaria o amministrativa. La commissione rimane in carica fino
allo svolgimento del primo turno elettorale utile, successivo alla scadenza del
periodo previsto nel decreto di scioglimento.
Eduardo Meligrana
venerdì 29 dicembre 2006,