29/12/06

 

Si scava sempre più a fondo

  il Quotidiano

 
 

"Dinasty 2". Il 17 gennaio il Tdl esaminerà i ricorsi dall'accusa. Concluse le indagini
Si scava sempre più a fondo
I pm salernitani a capo dell'inchiesta acquisiscono nuovi documenti


IL 17 gennaio il Tribunale del Riesame di Salerno sarà chiamato a pronunciarsi nuovomente sugli atti connessi all'inchiesta "Dinasty 2 - do ut des", condotta dai pm di Salerno, Domenica Gambardella e Mariella De Masellis che il 10 novembre ha portato in carcere, dove tuttora si trova, il presidente della sezione civile del tribunale di Vibo Valentia, Patrizia Pasquin. Una indagine che ha coinvolto in tutto 45 persone accusate a vario titolo di corruzione in atti giudiziari, truffa ai danni dello Stato, abuso d'ufficio e falso ideologico. Indagati eccellenti, avvocati, imprenditori, dipendenti pubblici, ex assessori regionali (Funaro) e lo stesso ex governatore della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, coinvolti nel terremoto scatenato dall'arresto della Pasquin. Dietro tutto, l'interesse principale a costruire un villaggio turistico (il "Melograno Village") nel quale la Pasquin era socia occulta con l'imprenditrice Settimia Castagna, associato a tutta una costellazione di presunti episodi di corruzione in atti giudiziari con processi "aggiustati" dalla Pasquin e il coinvolgimento presunto di avvocati del foro di Vibo Valentia. Ciliegina sulla torta la presunta collusione con il clan Mancuso di Limbadi destinatario di parte dei finanziamenti pubblici ottenuti per la struttura turistica in cambio di una sorta di "lascia passare" con il quale procedere ad una costruzione tranquilla del villaggio stesso.
Il Tdl, nel corso delle scorse settimane, si è espresso sui ricorsi formulati dagli indagati attenuando e non di poco molte delle posizioni emerse nel corso dell'inchiesta. Solo nei confronti delle due principali attrici della vicenda, Patrizia Pasquin e Settimia Castagna, il Tdl non ha migliorato la posizione rispetto a quanto deciso dal gip Emma Conforti il dieci novembre.
Tuttavia il 17 gennaio, quando il Tribunale si esprimerà sui ricorsi presentati dai pm, che, lo ricordiamo, avevano chiesto l'arresto per quasi tutti gli indagati, non si esclude che possano esserci sorprese e che, al contrario delle previsioni, i giudici di Salerno possano decidere di aggravare le misure prese nei confronti degli indagati. Questo perchè i due pubblici ministeri che stanno seguendo le indagini avrebbero già pronti nuovi atti e documenti che darebbero maggiore solidità ad un impianto accusatorio che in alcuni punti è sembrato vacillare dopo l'intervento del Riesame. Nuovi documenti che dimostrerebbero come, oltre alla vicenda del "Melograno Village", diverse ipotesi di reato sarebbero da ricondurre all'attività professionale del giudice vibonese. Infatti, negli scorsi giorni alcuni agenti della Polizia, su incarico della procura salernitana, hanno proceduto al sequestro di numerosi atti connessi a processi diretti dalla Pasquin e relativi anche a delle procedure fallimentari e a diversi procedimenti legati alle procedure di prevenzione, settore questo guidato dalla Pasquin prima di venire nominata presidente della sezione civile, e che sarebbero legati ad interventi (nella specie sequestri di beni) adottati nei confronti di esponenti della consorteria dei Mancuso di Limbadi. Nuovo materiale che, legato alle dichiarazioni rilasciate dagli indagati nel corso degli interrogatori di garanzia, in particolare da Achille Sganga che risulta essere colui che ha dimostrato la maggiore disponibilità verso gli inquirenti, e alle altre risultanze delle indagini arricchirebbero il quadro a disposizione dei pubblici ministeri che, forti di ciò, si ripresenteranno davanti ai giudici del Tdl chiedendo provvedimenti severi nei confronti degli indagati. Certo, per alcuni di loro, ad esempio Funaro o Michele Accorinti, la formula adottata dai giudici del Riesame con cui viene annullata l'ordinanza del gip Conforti appare difficilmente riformabile in peggio e, quindi, si profila per alcune delle persone coinvolte nel procedimento la possibilità di uscire di scena. Non si escludono nuovi colpi di scena che potrebbero verificarsi nel corso delle prime settimane del 2007. Un possibile allargamento dell'inchiesta che verso la fine di gennaio o i primi giorni di febbraio potrebbe portare a sciogliere alcuni nodi ancora poco chiari legati all'intera vicenda che vede coinvolta la Pasquin.
Intanto le indagini iniziali, che hanno portato agli arresti, si sarebbero concluse, infatti i pm avrebbero già notificato ad alcuni dei legali degli indagati l'avviso di conclusione delle indagini, atto questo, che di fatto chiude la fase delle indagini preliminari. A questo punti i legali avranno 20 giorni di tempo dalla notifica per produrre eventuali memorie difensive o chiedere ulteriori attività investigative. Una previsione accettabile dei tempi tecnici lascia intuire che l'udienza preliminare, con gli eventuali rinvii a giudizio, si dovrebbe tenere nel corso della prossima primavera.

 

venerdì 29 dicembre 2006,

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