25/07/07

  Incendi, emergenza in Calabria  

AGI

 

 


Incendi, emergenza in Calabria

 

E' stato dichiarato lo stato di emergenza in Calabria, a causa degli incendi che ormai da diversi giorni stanno interessando la regione. Il provvedimento e' stato reso noto oggi dal prefetto di Catanzaro, Salvatore Montanaro, a margine della riunione del Centro coordinamento soccorsi convocato in seduta permanente, sin da ieri sera, in prefettura. Sono diversi i focolai che anche oggi vengono registrati sul territorio calabrese; in particolare, nella Presila catanzarese, stanno operando, oltre alle squadre di terra, anche tre canadair. L'allarme resta alto, dal momento che il fuoco sta lambendo alcuni centri abitati.

Sembra invece ormai domato l'incendio che ieri ha distrutto ettari di vegetazione sul Gargano, tra Peschici e Vieste, provocando anche due morti, feriti e panico tra la gente che si trovava in spiaggia. Al momento resta acceso ancora qualche focolaio ma la situazione sembra sotto controllo. Circa 2mila persone, prevalentemente turisti, hanno trascorso la notte in molte scuole dei due centri, assistiti dagli uomini della Protezione civile e da molti volontari, mentre altre 2mila sono state trasportate e ospitate nelle strutture di San Giovanni Rotondo.

L'emergenza incendi prosegue invece in Sicilia, dove gia' dalle prime ore del mattino i mezzi aerei sono al lavoro su otto roghi. Oltre agli elicotteri del Corpo Forestale regionale sono disponibili due Canadair della protezione civile. Molti incendi nell'Isola divampano ormai anche da 5 giorni a causa di nuovi focolai appiccati dolosamente. Gia' distrutti 600 ettari di area boschiva e terreni provati tra Enna e Piazza Armerina nella zona di Capodarso Malpasso dove le fiamme si sono propagate ieri pomeriggio. Continua l'emergenza a Messina, dove al vastissimo incendio che brucia ormai tre giorni e che ha devastato la zona collinare alla spalle della citta' dall'Annunziata a Casazze si e' aggiunto da ieri anche un altro esteso rogo che interessa la zona residenziale di San Michele, Reginella e Reginella 1, dove si trovano numerose ville ed abitazioni. Per il momento l'intervento dei due Canadair ha scongiurato l'ipotesi di attuare il piano di evacuazione dell'area gia' predisposto. Fiamme anche a Lipari, la maggiore delle Eolie, in localita' Monte Rosa, dove sta lavorando un elicottero "Sierra" della forestale. Anche nel catanese proseguono gli incendi che divampano ormai da ieri. Domato quello in localita' Santo Pietro che ha distrutto almeno 180 ettari, gli elicotteri della Forestale stanno intervenendo su Licodia Eubea e a Giarre in localita' Timpa di Macchie. 

Tornando in Calabria, continuano a bruciare i boschi del Pollino. I roghi attivi da lunedi' sotto il Dolcedorme, la vetta piu' alta della Calabria, e quelli che minacciano Serra del Prete e il Pollino vero e proprio continuano ad ardere. Stamani sono riprese le azioni di spegnimento anche attraverso i mezzi aerei disponibili. Intanto sul posto sono giunti pure i militari del 'Genio' della Caserma 'Manes', di Castrovillari.

Per tutta la notte i vigili del fuoco hanno operato nel tentativo di spegnere le fiamme che hanno divorato alcuni boschi nel vibonese. La parte piu' colpita la costa degli Dei, fra Tropea e Nicotera, dove il villaggio turistico "Olivata" stava per essere attaccato dalle fiamme e dove si e' resa necessaria l'evacuazione di alcuni villeggianti. Tra Parghelia e Zambrone, le fiamme che hanno attaccato il costone si stanno avvicinando ad ad un altro villaggio turistico il "Mara Susa", impegnando altre due squadre di vigili.  

"Anche oggi e' una giornata molto difficile, la stiamo fronteggiando molto meglio di ieri. Le richieste di intervento gia' arrivate, soprattutto da Sicilia, Sardegna e Calabria sono piu' di cinquanta, meta' delle quali esaudite. Tutti i nostri mezzi sono in volo". Lo ha affermato il capo dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, parlando con i cronisti prima di una conferenza stampa convocata nella nuova sede del dipartimento in via Vitorchiano. 

"Bisogna essere molto rigorosi nel fare rispettare le leggi che gia' abbiamo. Io nel 2000 ero ministro dell'Agricoltura e allora introducemmo nel codice penale il 423 bis che punisce fino a 10 anni di reclusione chi appicca fuoco e soprattutto c'e' un'aggravante se le aree sono protette oppure si causano danni permanenti o si causano addirittura vittime, e quindi ci sono le norme dell'omicidio". Lo ha detto a Trieste il ministro per l'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, in visita per una serie di appuntamenti su siti di interesse nazionale. "Abbiamo bisogno di essere molto piu' rigidi - ha aggiunto il ministro - poiche' questi incendi sono in gran parte dolosi, se non totalmente dolosi, e abbiamo anche bisogno di potenziare le forze che attacchino gli incendiari, poiche' non sono piromani ma criminali". 


 

 

mercoledì 25 luglio 2007,

AGI