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25/11/07 |
Oggi pomeriggio la festa del Cristo Re | e. m. |
il Quotidiano |
La celebrazione officiata da don Giuseppe Florio
Oggi pomeriggio la festa del Cristo Re
Tradizionale momento di riflessione per la comunità
PARGHELIA - Alle 17.00 di oggi,
una solenne funzione liturgica, officiata dall'arciprete don Giuseppe
Florio, celebra la festività di Cristo Re presso l'oratorio che ne porta
il titolo, ispirato all'insegnamento di don Francesco Mottola, appena
dichiarato Venerabile. La festività di Cristo Re celebra Cristo Re
dell'Universo, la Sua Signoria sul mondo e sulla storia. Rappresenta un
giorno che viene a coronare la vicenda di Gesù e della stessa storia
umana. In un'omelia del 1980, Giovanni Paolo II indica come sia “giusto e
necessario inquadrare tale festa liturgica nel Calvario. La regalità di
Cristo deve essere riferita all'evento che si svolge su quel colle ed
essere compresa nel mistero salvifico, ivi operato da Cristo: l'evento ed
il mistero della redenzione dell'Uomo. Cristo Gesù si afferma Re proprio
nel momento in cui, tra dolori e gli strazi della croce, tra le
incomprensioni e le bestemmie degli astanti, agonizza e muore”. La
festività di Cristo Re segna la chiusura dell'Anno Liturgico che coincide
con Cristo stesso: “annus est Christus”, come affermano gli antichi
cristiani. Nel contempo, la Chiesa, tra sette giorni, con la prima
domenica di Avvento, significativamente invita ad iniziare un nuovo tempo
liturgico, in cui ognuno è portato dentro la vita di Gesù. Quanto
all'oratorio Cristo Re di Parghelia, da documenti conservati presso
l'Archivio Storico - Diocesano di Tropea, la richiesta scritta di erigere
“canonicamente un oratorio semipubblico dedicato a Cristo Re”, fu
inoltrata, in data 19 dicembre 1933, a S.E. Mons. Felice Cribellati,
vescovo di Nicotera e Tropea, da Concetta e Maria Rosaria Meligrana. La
missiva trovò accoglimento, tanto che il 28 ottobre del 1934, lo stesso
Mons. Cribellati “inaugurò e dedicò a Cristo Re, quest' oratorio […]
autorizzando di tenere il SS. Sacramento”, come riportato nel registro di
Sagrestia. Successivamente, in un momento storico in cui si tendeva a
rafforzare la centralità delle parrocchie, Mons. Agostino Saba, successore
di Cribellati, ordinò, anche per l'oratorio di Parghelia, l'abolizione
della conservazione permanente del SS. Sacramento. La prescrizione del
vescovo Saba, “consumate le Sacre Specie”, risulta eseguita il 1 dicembre
1955 dall'arciprete del tempo, don Francesco Ruffa. Tuttavia, la
disposizione vescovile non riguardava l'ordinaria attività liturgica, che
continuò per diversi decenni, come documentato nei registri. La
tradizionale celebrazione presso l'oratorio si ripropone come
significativo momento di riflessione e di aggregazione.
e.m.,
domenica 25 novembre 2007,