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12/01/08 |
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Bomba a Parghelia |
Giuseppe Baglivo |
Calabria Ora |
Bomba a Parghelia
Comune nel mirino
PARGHELIA(VV) - Parghelia, 1.400 anime a due passi da Tropea. Non c’è pace qui.
Un nuovo ordigno, stavolta ad alto potenziale, è stato ritrovato, ieri mattina,
legato con del filo di ferro al portone del palazzo municipale. Parzialmente
bruciata la miccia della bomba che, in caso di deflagrazione, avrebbe arrecato
danni devastanti. Gli investigatori, guidati dal capo della Mobile di Vibo
Valentia Maurizio Lento, coadiuvati dagli agenti del posto fisso di Tropea e
dagli artificieri della polizia, hanno provveduto a rimuoverla subito dopo
l’allarme lanciato da un dipendente comunale. Le indagini sono in corso anche
per capire se la miccia si sia spenta accidentalmente oppure se nasconda un
messaggio intimidatorio ancor più inquietante. Torna a farsi pesante il clima. È
una realtà finita alla ribalta delle cronache soprattutto in seguito
all’operazione della Dda di Salerno denominata “Dinasty 2 - Do ut des” che, nel
novembre del 2006, ha portato all’arresto del presidente della sezione civile
del Tribunale di Vibo, Patrizia Pasquin. Un’inchiesta che gettò anche ombre
sinistre sull’ufficio tecnico comunale, fino a coinvolgere il responsabile del
settore Lavori pubblici Achille Sganga, il sindaco Vincenzo Calzona ed il
responsabile dell’Urbanistica Vincenzo Galizia, poi rinviati a giudizio ed in
attesa della sentenza prevista per fine febbraio. Tali vicende, spinsero il
prefetto di Vibo Vincenzo Greco, il 29 dicembre 2006, a nominare una commissione
d’accesso, che spulciò gli atti del Comune, sino a maggio 2007, stilando
un’articolata relazione che portò a sciogliere il consiglio comunale per
presunte infiltrazioni mafiose. Seguì, lo scorso 13 settembre 2007,
l’insediamento dei commissari prefettizi. Il decreto di scioglimento accese i
riflettori sui rapporti tra mafia, politica e istituzioni a Parghelia,
soffermandosi, in particolare, sulla realizzazione della struttura turistica
Melograno village, nonché sulle manovre e presunte connivenze attivate per
captare finanziamenti regionali. Ma l’odierno ordigno è solo l’ultimo, in ordine
di tempo, di una lunga sequela di atti intimidatori perpretati ai danni della
comunità di Parghelia. L’11 dicembre 2006 un’altra bomba era infatti esplosa
davanti alla porta della mensa scolastica che si trova nella stessa piazza dove
ha sede il Comune, mandando in frantumi i vetri dell’edificio. Il 13 agosto del
2007 era toccato al sindaco Vincenzo Calzona ritrovare accanto alla propria auto
quattro cartucce di fucile, intimidazione preceduta, il 7 novembre del 2006, da
altre due cartucce e da lettere offensive redatte attraverso ritagli di
giornale, intercettate dal locale ufficio postale. Nel 2004 fu l’auto di Calzona
ad essere presa di mira con un tentativo d’incendio, mentre quattro mesi dopo la
sua elezione a sindaco, avvenuta nel maggio del 2003, sul portone di casa gli fu
recapitata una busta con dentro delle pallottole. Ben cinque gravi intimidazioni
in soli quattro anni. Parghelia non è mai stato un centro tranquillo, se ne
accorse anche l’allora segretario provinciale dei Ds, nonché ex consigliere
regionale, Franco De Luca che, il 26 gennaio ed il 23 aprile 2005, ricevette tre
cartucce di fucile calibro 12, alcuni petardi e frasi minacciose con ritagli di
giornale con l’inquietante frase: “Addio Franco De Luca”. Il 3 aprile del 2004
due bombe-carta furono lanciate contro il portone del Comune, distruggendo
alcune vetrate. E neanche l’ex sindaco Pungitore venne risparmiato dalle
intimidazioni, vittima nel febbraio del 2002 e nel gennaio 2003 di scritte
ingiuriose sui muri che delimitano la provinciale che conduce a Zaccanapoli.
Giuseppe Baglivo
sabato 12 gennaio 2008,
Calabria Ora