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:: Gli itinerari
consigliati dalla Proloco
Tratto da Guida turistica di
Parghelia, a cura della Pro
Loco, Vibo Valentia 1997
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La costa vista dal mare
Partendo dal porto di
Tropea, si procede lungo il litorale di Genola, quindi si
possono ammirare le spiagge e le .scogliere di Vardano, quelle
dette “i ringhi", la marina di Michelino, con lo scoglio di
Sant'Andrea, fino al poderoso faraglione detto, dagli abitanti
di Parghelia, il "Palombaro", dalle guide turistiche “La Pizzuta",
in riferimento al nome del territorio che lo sovrasta. La
leggenda vuole che dalla sua cima uno schiavo lanciasse sassi
contro le navi di passaggio, che, perciò, temevano di
accostarvisi. Poco più avanti lo scoglio “d'a Madonna”, legato,
nella leggenda, all'arrivo del quadro della Vergine di
Portosalvo a Parghelia. Subito dopo si impongono alla vista i
due scogli detti le “taverne”, le cui acque sono particolarmente
limpide; in esse, in passato, si pescava il corallo, che veniva,
poi, lavorato in loco. Si arriva quindi alla marina di Bordila,
sede, in antico, della “tonnara”. La costa di Parghelia ha
termine con il litorale delle “Fornaci”, che la separa dal
territorio di Zambrone (“la Praia”).
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La spiaggia di Michelino
vista dall'alto
Dopo aver percorso la via
Luigi Razza, si svolta verso il mare e si procede lungo la
vecchia strada di “Michelino”, incassata tra due alti muri
bianchi, fino a giungere all'omonimo promontorio, detto “petto
di Michelino”, da cui parte il viottolo, percorribile solo a
piedi, che conduce alle spiagge, sviluppandosi attraverso i
rigogliosi canneti che crescono sul dirupo. Dal promontorio la
vista spazia dalle spiagge sottostanti fino alla rocca e al
porto di Tropea, a sinistra, e allo Stromboli, di fronte.
Un'edicola sacra, ricostruita qualche decennio fa. testimonia
ancora una volta l'antico legame tra attività marinara e fede
religiosa e ricorda la luce della lanterna che, in passato, era
sempre accesa per i marinai di Parghelia in quel luogo ad
indicare la terra. Si può ora accedere ad una passeggiata
turistica che termina in un belvedere di recente realizzazione. |
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La vecchia strada intercomunale Parghelia-Tropea
All’estremità
dell’abitato di Parghelia, all’altezza del ponte sul torrente
Fontana, si imbocca la strada, ora carrozzabile, che ricalca il
vecchio percorso della via che da Parghelia portava anticamente
alle concerie, ora non più esistenti, della Marina di Tropea, al
porto e, di lì, alla città attraverso la Porta Marina. Sulla
strada si aprono ora gli accessi a numerosi insediamenti
turistici e alle spiagge che prendono nome dai torrenti Vardano
e La Grazia. Superato quest'ultimo torrente, che separa il
territorio comunale di Parghelia da quello di Tropea, si procede
lungo il litorale fino al porto, allo scoglio di San Leonardo,
alle spiagge di Tropea e all' ”isola”, su cui sorge il Santuario
della Madonna, posto sotto la giurisdizione dell'Abbazia di
Montecassino e a cui si accede attraverso una caratteristica
scalinata, immersa nel verde mediterraneo. |
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Lungo il torrente La Grazia
Dalla nuova strada che,
al livello del mare, congiunge Parghelia con la Marina di Tropea,
all’altezza del ponte della strada nazionale 522, parte un
sentiero che, penetrando all'interno verso la collina, risale il
corso del torrente La Grazia. Esso deve il suo nome alla Chiesa
di Santa Maria delle Grazie, della quale non esiste più alcuna
traccia. Il torrente separa i territori dei comuni di Parghelia
e Zaccanopoli, da una parte, da quelli di Tropea e Drapia,
dall'altra. Risalendone il corso, si incontrano numerosi mulini
ad acqua, alcuni quasi totalmente distrutti, altri parzialmente
in piedi, interessanti per la loro architettura e si può
osservare una caratteristica vegetazione, acquatica e non. Quasi
al termine del sentiero, arrampicandosi su una collinetta, ai
piedi della quale si staglia la torre di un vecchio mulino, si
giunge alla zona di Alafito, dove sorgeva l'omonimo vecchio
villaggio; nelle vicinanze vi e una sorgente di acqua
freschissima che zampilla fra pareti di arenaria, ricchissime di
fossili.
L'escursione è consigliata solo a quanti non si lasciano
scoraggiare da percorsi molto accidentati e amano e praticano
l'esercizio fisico. |
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Verso Fitili e Zaccanopoli
Dall'estremità Nord
dell'abitato di Parghelia, all'altezza della chiesetta di Sant'Antonio
da Padova, si imbocca la strada che, snodandosi a tornanti sulla
collina, porta a Filili e a Zaccanopoli. Salendo si abbraccia
con lo sguardo un ampio tratto di costa, da Tropea fino al Capo
di Zambrone. Lungo la strada i cancelli di accesso alla cava di
arena quarzosa, da sempre ricordata in tutte le pubblicazioni a
carattere scientifico relative al territorio di Parghelia e
utilizzata per la produzione di porcellane. Superata Fitili,
piccolo, antico villaggio dalle tipiche case legate alla
tradizione contadina, che si affollano intorno alla chiesetta di
San Girolamo, si lascia il territorio di Parghelia, per entrare
in quello di Zaccanopoli. Si giunge all'altipiano del Poro, noto
per la sua caratteristica architettura rurale, per i suoi
frutteti, i suoi allevamenti e, in particolare, per la
produzione casearia. |
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Verso Daffinacello, Daffinà e Zambrone
Usciti dall'abitato di
Parghelia e superato il cimitero, si sale lungo una strada che
permette alla vista di spaziare su un ampio, bellissimo panorama
e che conduce a terrazze naturali che si protendono verso il
mare. I piccoli centri agricoli di Daffinà e Daffinacello, che
rientrano nel territorio del Comune di Zambrone, producono
ottimo vino e devono il loro nome di origine greca alla presenza
di numerosi, piccoli boschi di alloro. Da Daffinà, lungo il
crinale della collina, si snoda una strada che porta fino a
Zambrone, offrendo alla vista lo stupendo panorama della costa. |
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